Home Attualità Sembrava l’Apocalisse ma era Marilyn Manson alla Fiera del Levante

Sembrava l’Apocalisse ma era Marilyn Manson alla Fiera del Levante

A Bari in 10mila per l’Anticristo degli anni Novanta

Croci, look gotici total black, trucco pesante e inquietanti lenti colorate, fumo, luci e distorsioni sonore: no, non è la fine del mondo malgrado l’irripetibilità della sua presenza al Sud Italia potrebbe farlo pensare. È il Reverendo del rock oscuro, Marilyn Manson, che il 13 luglio ha infiammato la Fiera del Levante, a Bari, con un live organizzato da Bass Culture.

In 10mila hanno riempito l’Arena contribuendo a una nuova e sempre più attestata narrazione della città di Bari che la vede al centro della scena musicale nazionale e internazionale, annoverandola, soprattutto nel periodo estivo, tra festival e grandi eventi, uno dei principali palcoscenici d’Italia. Effettivamente se avessimo detto a un giovane amante del rock e del metal negli anni Novanta che Marilyn Manson avrebbe tenuto un live show al Sud Italia non ci avrebbe mai creduto. Un momento che i più appassionati aspettavano almeno da 30 anni e che si è realizzato proprio nel capoluogo pugliese, unica data al Sud Italia e terza data nazionale del Tour mondiale “One Assasination Under God”, oltre a Ferrara e Roma.

Presenti i tanti “ragazzi” del vecchio Millennio, oggi adulti, ma anche giovanissimi e qualche bambino, a testimoniare che il rock è vivissimo e, forse, a discapito delle sentenze dei nostalgici più pessimisti, non morirà mai. Il Reverendo del rock è in forma smagliante, ripulito rispetto alle apparizioni degli anni scorsi e, sembrerebbe, ripulito anche dalle numerose accuse di violenze di cui è stato protagonista negli ultimi tempi. Un concerto iconico, un’ora e 45 minuti di dialogo tra passato e presente, tra pezzi vecchi, storici cantati a squarciagola da tutti i presenti e altri meno inflazionati. Un momento musicale destinato a restare nella memoria di chi ne ha preso parte, quasi l’altra sera non fosse in Puglia ma in qualche grande stadio del mondo: “epocale” scrivono gli organizzatori di Bass Culture. Un ritrovo per tutti coloro che, al di là delle provocazioni e scandali che hanno reso Marilyn Manson celeberrimo personaggio prima ancora musicista per il pubblico più mainstream, si sentivano “diversi” e“ compresi” grazie alla sua musica.

Damiana Civita

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