I proiettili sarebbero stati esplosi da due persone, a bordo di uno scooter, armate di due pistole diverse. Sono le principali novità che emergono dalle indagini sulla sparatoria avvenuta, nel pomeriggio di ieri, nel centro storico di Bitonto. A restare ferito un pregiudicato di 46 anni, Francesco Cosimo Natilla, raggiunto da colpi di arma da fuoco al basso addome in via Mozzicugno, nella zona della serpentina a ridosso di via De Ilaris.
L’uomo si è presentato autonomamente all’ospedale San Paolo di Bari, accompagnato probabilmente in auto. Qui è stato raggiunto dalle forze dell’ordine, dopo una segnalazione dei sanitari del nosocomio.
L’attenzione degli investigatori si sta concentrando su due persone, arrivate in sella ad uno scooter. I carabinieri hanno recuperato sul posto due bossoli di piccolo calibro, mentre sono al vaglio i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Repertate anche numerose tracce di sangue, lungo il percorso compiuto dal ferito dopo l’agguato.
Tra le ipotesi sulle quali stanno lavorando gli inquirenti, quella del regolamento di conti maturato negli ambienti dello spaccio di droga. In base a quanto emerso il 46enne, era tornato di recente in libertà dopo un lungo periodo di detenzione. Alle spalle, precedenti legati alla criminalità organizzata.
L’uomo era stato coinvolto nel maxiprocesso “Pandora”, che vedeva imputati numerosi esponenti dei clan baresi Mercadante-Diomede e Capriati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, tentati omicidi, rapine, furti e diversi altri reati. Il nome di Natilla figura anche in una vicenda del 2015, relativa al tentato omicidio del boss bitontino Domenico Conte. Un passato “turbolento”, che farebbe propendere gli investigatori verso la pista della spedizione punitiva, per contrasti legati alle attività illecite gestite dalla malavita. Ma al momento nessuna ipotesi è stata esclusa.


























