«Prima o poi me la prenderò». E’ ciò che avrebbe detto ieri mattina Alessandro Signorile in un incontro precedente al delitto con il suo assassino, il 40enne Alessandro Barcellona, presunto autore dell’omicidio dell’operaio edile originario di Ceglie del Campo, avvenuto in via De Marinis, a Bari Carbonara. La frase pronunciata dalla vittima emerge dal provvedimento di fermo con l’accusa di omicidio nei confronti della guardia giurata in servizio al tribunale di Bari, e che conferma la pista del movente passionale alla base del grave fatto di sangue. Alessandro Barcellona, davanti ai pubblici ministeri, ha ammesso le sue responsabilità e raccontato di aver scoperto alcuni mesi fa una “relazione telefonica” tra la vittima e la sua compagna convivente, la stessa che la sera prima del delitto gli aveva comunicato l’intenzione di porre fine alla loro relazione, circostanza confermata da alcuni testimoni, tra cui la sorella dell’indagato. Per gli inquirenti dunque, si legge nelle carte del provvedimento di fermo, «il delitto si inquadra in una vicenda di gelosia» e «vendetta». L’agguato mortale, avvenuto in pieno giorno e tra i passanti, è stato anche immortalato dalle telecamere di sorveglianza presenti in zona. L’incontro tra i due avviene alle 9.26, la vittima su una bici elettrica e l’indagato a bordo della sua moto. Dopo un rapido scambio verbale l’assassino punta verso Signorile la sua pistola semiautomatica (arma in dotazione in quanto guardia giurata) e preme il grilletto quattro volte, non lasciando scampo alla vittima, e infine si allontana. Verrà rintracciato circa un’ora dopo in corso Vittorio Veneto, a seguito della segnalazione ai carabinieri della zia dell’indagato allertata da un messaggio sospetto del nipote che faceva intendere un gesto autolesivo a seguito del fatto di sangue compiuto. Alessandro Barcellona è stato fermato dopo un breve tentativo di fuga e poi ascoltato. Non è chiaro se stesse per costituirsi o meno.