No, non sarà possibile abbatere ulivi in Puglia per far spazio ad impianti fotovoltaici e serre. È la decisione finale del TAR pugliese, che annulla in questo modo la delibera emessa dalla Regione nel luglio 2025, in cui si dava possibilità di abbattere uliveti non monumentali: la costruzione di vivai e pannelli di energia rinnovabile non rientra infatti nella casistica di “opere di pubblica utilità”, una delle cinque circostanze in cui sarebbe possibile l’abbattimento degli ulivi secondo la legge 144 del 1951.

Il ricorso contro la delibera regionale è stato effettuato dall’organizzazione di volontariato “Gruppo di Intervento Giuridico” e la conclusione della vicenda fa felici tutte le associazioni impegnate nella difesa del territorio e della biodiversità. «È illegittimo estendere il concetto di “opere di pubblica utilità” fino a ricomprendervi gli impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili» scrive il TAR. Inoltre, la definizione giuridica di “opera di pubblica utilità” prevede che nella sua realizzazione vada tenuto conto della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio rurale circostante.

Il Tribunale Amministrativo Regionale è stato categorico: niente taglio di ulivi per impianti fotovoltaici perchè così «si subordina la conservazione degli oliveti a valutazioni di convenienza economica» e neppure per la costruzione di serre e vivai con differenti piantagioni, in quanto «la sostituzione dell’oliveto con altra coltura non migliora il fondo olivicolo, ma lo cancella».

Nicola di Chio