Si chiude con dieci patteggiamenti ad un anno di reclusione uno dei filoni dell’inchiesta, aperta a Bari, sui falsi vaccini anti-Covid per ottenere il Green Pass durante la pandemia. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Ilaria Casu, ha ratificato gli accordi tra la Procura e dieci imputati, per i quali si conclude il procedimento giudiziario.

La vicenda risale al luglio del 2021 quando, secondo l’ipotesi dell’accusa, sarebbero state certificate somministrazioni di vaccini in realtà mai avvenute. Questo al fine di consentire il rilascio della certificazione verde, indispensabile, all’epoca dei fatti, per lavorare, accedere a luoghi pubblici e a numerosi servizi.

Un escamotage che – secondo la magistratura barese – faceva leva su una serie di accessi abusivi al sistema informatico sanitario, effettuati utilizzando le credenziali riconducibili ad un’infermiera professionale del Dipartimento di Prevenzione, ottenute in maniera fraudolenta. In questo modo sarebbero stati inseriti nell’archivio elettronico dati falsi, relativi a vaccinazioni anti-Covid mai effettuate.

Le contestazioni mosse dalla Procura includono accesso abusivo a sistema informatico e falso materiale in atto pubblico.

L’indagine aveva coinvolto complessivamente 68 persone, finite sotto inchiesta per diversi profili di responsabilità legati alla gestione irregolare delle certificazioni sanitarie, durante la pandemia di Coronavirus.

Con i patteggiamenti definiti davanti al GIP del Tribunale di Bari, si scrive la parola fine su una parte del procedimento giudiziario, mentre restano aperti gli ulteriori sviluppi per gli altri indagati.