L’ex direttore facente funzioni del Parco dell’Alta Murgia, Fabio Modesti, commenta così la sentenza della Corte dei Conti della Puglia sul procedimento per presunto danno erariale per quella posizione di direttore facente funzioni ricoperta per dieci anni, dal 2007 al 2017, con un inquadramento economico non idoneo che gli avrebbero permesso di attribuirsi indebitamente circa 495mila euro. La sentenza ha dichiarato la prescrizione per quella cifra guadagnata da Modesti. Il procedimento giudiziario vedeva coinvolte altre 4 persone: l’ex presidente del Parco Girolamo Pugliese (scomparso da poco), l’ex commissario Massimo Avancini, e gli ex amministratori Cesare Veronico e Cesareo Troia. La Procura aveva chiesto che fossero questi ultimi a pagare un quinto della cifra guadagnata da Modesti a titolo di colpa grave per aver omesso di intervenire perpetuando l’indebita attribuzione dell’ex facente funzioni. Troia e Veronico sono stati assolti per insussistenza del requisito della colpa grave. Avancini ha pagato in minima parte. Modesti è intervenuto a Telesveva sottolineando di aver contribuito con l’attuale vice sindaco di Andria, Cesareo Troia, nella produzione dei documenti utili per arrivare alla nomina del direttore titolare del Parco. Poi ha sottolineato che la Corte dei Conti non ha accolto le accuse nei suoi confronti di occultamento e conflitto d’interessi.

Modesti ha infine spiegato che la cifra guadagnata non può definirsi persa perché, sottolinea, “tutti sapevano”.

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