Gli imprenditori pugliesi non potranno più presentare nuove domande per accedere ai finanziamenti PIA e MiniPIA, gli incentivi destinati a piccole, medie e grandi imprese sul territorio regionale che si avvalgono dei fondi europei 2021-2027. Lo ha deciso la giunta regionale in Puglia con una delibera del 3 marzo 2026, motivando la scelta con il gran numero di richieste già pervenute e in fase di analisi, che sfiorano i 2,6 miliardi di euro. Si tratta di una decisione di responsabilità, fa sapere l’assessore allo sviluppo economico Eugenio Di Sciascio: «Non vogliamo alimentare false aspettative di finanziamento».

Immediate le reazioni politiche alla decisione della giunta, tanto dalle opposizioni, quanto dalla stessa maggioranza. Il consigliere regionale di Forza Italia Marcello Lanotte denuncia i gravi danni che la scelta causerà allo sviluppo economico ed occupazionale pugliese, ma anche come molti imprenditori abbiano già investito proprie risorse contando sull’erogazione degli incentivi: «Ora – dice – vengono abbandonati per un errore di programmazione».

Toni più pacati, ma altrettanto preoccupati, vengono utilizzati dai consiglieri di maggioranza, i quali hanno richiesto la convocazione in seduta congiunta della I Commissione Bilancio e della IV Commissione Industria e Commerico alla presenza del presidente Decaro e dell’assessore Di Sciascio. Se è vero che le domande di finanziamento superano le risorse disponibili, allora l’ostacolo va aggirato attraverso strumenti alternativi.

«Quando le richieste superano le risorse disponibili, la serietà impone di fermarsi», ha invece dichiarato Giovanni Vurchio, consigliere regionale e membro proprio della IV Commissione. Ribadendo, però, la necessità di un «piano straordinario per valorizzare le progettualità ammissibili ma non finanziabili».

PIA, MiniPIA, ma anche le agevolazioni e i mini pacchetti integrati nel settore tursimo (PIA  e MiniPIA Turismo) sono dunque bloccati. Mentre la questione terrà impegnata la politica regionale nel tentativo di trovare una soluzione che non scontenti nessuno, è sempre Di Sciascio a ricordare come restino attivi ulteriori bandi utili per imprese giovani ed innovative, come il “Just transition fund”  o il “Tecno nidi”.

Nicola di Chio