Cercano verità Sabino Ardito e Nilla Calabrese, i genitori di Giacomo, morto il 30 agosto 2023 dopo cinque giorni di coma in seguito all’incidente avvenuto il 25 agosto sulla provinciale 48 tra Acquaviva delle Fonti e Cassano. Indagato in un primo momento l’autista del tir proveniente dalla direzione opposta, che, stando alla ricostruzione contenuta nella richiesta di archiviazione del pubblico ministero, avrebbe colpito nella parte posteriore la Bmw guidata da Giacomo dopo che, il 27enne avrebbe perso il controllo dell’auto in un tratto rettilineo, invaso la corsia opposta e urtato il guardrail. Caso archiviato in quattro mesi. Ma per Sabino e Nilla sono troppe le cose che non tornano nella gestione del caso, tanto da aver depositato un esposto alla procura di Bari.

Secondo una consulenza cinematica, affidata alla famiglia, è emerso che il tir avrebbe avuto almeno sei secondi per rendersi conto che la macchina stava sbandando, spiega Sabino. Ma non solo, perché tra i punti sollevati nell’esposto ci sarebbe l’assenza, negli atti, di alcol test o altri esami sull’autista del tir e la mancata analisi del suo telefono cellulare. Sabino e Nilla, inoltre, scoprono, facendo delle ricerche nel gennaio del 2024, che l’autista del tir è lo stesso imputato davanti al tribunale di Brindisi per un altro incidente mortale, avvenuto il 3 maggio 2023 sulla provinciale 1 a Fasano, in cui perse la vita il 24enne altamurano Francesco Comodo. Ciò che chiedono ora i genitori di Giacomo è che la cosa sia resa pubblica, per amore della verità e di un figlio che, seppur non fisicamente presente, vive in ogni angolo della sua casa.