La vittima è stata raggiunta da almeno dieci coltellate, di cui una fatale sferrata dritta al cuore. È morto così Amleto Magellano, il 39enne ucciso nella serata di sabato 17 gennaio, mentre si trovava in via Montegrappa, nel quartiere Carassi di Bari. A rivelarlo è l’autopsia, eseguita ieri dal professor Biagio Solarino, dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico.
L’esame autoptico era stato disposto dal magistrato Cristina De Tommasi, della Procura del capoluogo, che sta coordinando le indagini, condotte dai Carabinieri. Il medico legale ha accertato che il 39enne è stato colpito più volte al torace e all’addome con un’arma da taglio, che non è ancora stata trovata. Fatale un fendente che ha raggiunto la vittima al cuore.
L’uomo, soccorso dai sanitari del 118, era stato trasportato d’urgenza presso il Policlinico di Bari, dove però è deceduto poco dopo il suo arrivo. Da chiarire le circostanze che hanno portato all’accoltellamento. Tra le ipotesi, quella di un acceso litigio finito tragicamente, anche se al momento nessuna pista è stata esclusa dagli inquirenti.
Si cercano di riscostruire gli ultimi spostamenti del 39enne ed i suoi contatti più recenti. Per questo i militari dell’Arma hanno raccolto le testimonianze di parenti, amici e conoscenti della vittima. Sono al vaglio anche i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza presenti nella zona del delitto, e che potrebbero aver immortalato l’assassino, sabato sera.
Si scava anche nella vita di Magellano, volto noto alle Forze dell’Ordine per via di alcuni precedenti risalenti a qualche anno fa, come un arresto per tentata estorsione. Nel 2007 era sopravvissuto ad un altro agguato, a Bari, scatenato da motivi di gelosia. Un passato turbolento, dal quale però sembra che l’uomo avesse preso da tempo le distanze. Nell’ultimo periodo aveva lavorato per l’Amiu, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti. Era sposato e padre di due bambini.


























