Becero, ma senza l’aggravante del metodo mafioso. È stato inquadrato e giudicato così il corteo funebre di moto del 24 giugno 2023, a due giorni dalla morte in un incidente a Japigia del 27enne Christian Di Gioia, a seguito del quale nel settembre scorso la gup del Tribunale di Bari Gabriella Pede ha condannato con rito abbreviato 9 persone, a pene da due anni e otto mesi ad un anno e otto mesi.

Da quanto emerge dalle motivazioni della sentenza, gli automobilisti non furono minacciati o, quantomeno, non è dato saperlo perché le forze dell’ordine non li hanno mai interrogati. Dopo il funerale nella chiesa della Resurrezione, oltre un centinaio di moto e scooter scortarono il feretro del 27enne dal quartiere Japigia, fino al cimitero, passando anche contromano sotto la casa circondariale, paralizzando il traffico in diverse zone della città. In dieci rispondevano di blocco stradale. In cinque sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi, altri quattro a un anno e 8 mesi. Assolta l’unica donna che figurava gli imputati.

La giudice non ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso chiesta invece dalla Direzione distrettuale antimafia.

L’aggravante del metodo mafioso non sussiste, scrive la Gup del Tribunale, «in quanto non è possibile apprezzare se vi sia stata o meno intimidazione, propria delle consorterie mafiose, richiamata dalla norma. Il comportamento degli imputati, certamente esecrabile e integrante il reato di blocco stradale, tuttavia, non può dirsi connotato dalla forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso. È indubbio che gli automobilisti, di fronte al comportamento degli imputati, siano stati costretti a mutare la propria corsa e a fermarsi, al fine di consentire il transito del carro funebre e del relativo corteo, composto per la maggior parte da ciclomotori. Tuttavia, la circostanza per cui gli automobilisti siano stati costretti a fermarsi non comporta, automaticamente, che gli stessi abbiano percepito tale condotta come espressione di un metodo mafioso e abbiano subìto l’intimidazione, propria del sodalizio di stampo mafioso».