
Dovrà risarcire la Regione per il danno d’immagine, l’ex dirigente della Protezione Civile pugliese Mario Lerario, già condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di aver intascato tangenti in cambio di appalti. Così ha stabilito la Corte dei Conti, a fronte della richiesta avanzata nel febbraio scorso dalla Procura regionale, condannando Lerario al pagamento di 60mila euro per il danno arrecato all’Ente.
Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, l’ex numero uno della Protezione Civile pugliese avrebbe intascato 10mila e 20mila euro in cambio dell’affidamento di alcuni lavori per circa 5 milioni di euro a due imprenditori, uno dei quali venne anche immortalato da una micro-camera nascosta, mentre lasciava nell’auto di Lerario una busta contenente denaro. Per questo l’ex dirigente venne arrestato, il 23 dicembre 2021, con l’accusa di corruzione.
La vicenda ebbe un grande impatto mediatico tale – per la Corte dei Conti – da ledere l’immagine della Regione Puglia e configurando un comportamento infedele da parte di Lerario nei confronti dell’Ente.
La pronuncia per danno d’immagine si va ad aggiungere ad una precedente decisione presa dalla stessa Corte dei Conti, che aveva già condannato l’ex dirigente a risarcire la cifra di 500mila euro per danni patrimoniali.
Quest’ultima sentenza è stata impugnata dai legali di Lerario, che hanno presentato appello.

























