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Giacomo Olivieri accusato di autoriciclaggio e trasferimento di valori per quasi 4 milioni di euro

Indagata anche sua moglie Maria Carmen Lorusso. Ieri aperta l'udienza preliminare

2,7 milioni di euro ottenuti attraverso la bancarotta della “Immoberdan” e altri 797mila dal “Cinque per mille” della Fondazione Maria Rossi Onlus. Autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori per un totale di quasi 4 milioni di euro. Queste le accuse mosse dalla Procura di Bari nei confronti di Giacomo Olivieri e sua moglie Maria Carmen Lorusso, racchiuse in oltre 20mila pagine di atti.

I proventi illeciti dalla Immoberdan sarebbero stati ottenuti da Olivieri, ex consigliere regionale ed avvocato barese, richiedendo quasi 3 milioni di euro come parcella per l’assitenza legale. In seguito, tali soldi sarebbero stati utilizzati per estinguere posizioni debitorie, quali il pagamento dell’assegno di mantenimento all’ex moglie e alla figlia, secondo le accuse della Procura.

Tra il 2015 e il 2021, invece, le operazioni illecite con la Onlus Maria Rossi. I 797mila euro sarebbero stati trasferiti di volta in volta sui conti correnti di alcuni prestanome e poi riutilizzati per acquistare un attico in via Melo a Bari.

Olivieri è già ai domiciliari dopo l’arresto del 2024 nell’ambito del blitz Codice Interno sui rapporti tra mafia e politica che ne ha visto la condanna in primo grado a 10 anni. La nuova udienza preliminare si è aperta il 15 dicembre davanti al gup Rossana de Cristofaro: gli avvocati difensori hanno depositato la documentazione per provare a dimostrare la legittimità delle operazioni contestate ad Olivieri ed ora il dibattimento proseguirà a marzo.

Nicola di Chio

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