Un nuovo terremoto giudiziario fa tremare il mondo della politica del Barese. Sei persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza, all’alba di questa mattina, per un presunto accordo stipulato tra esponenti del clan Parisi di Bari ed alcuni candidati alle elezioni comunali di Modugno del 2020.
Tra le persone coinvolte nell’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, l’attuale sindaco del comune barese Nicola Bonasia, indagato a piede libero, mentre è finito in manette l’assessore alle Attività Produttive Antonio Lopez, candidato alle prossime elezioni regionali nelle file di Forza Italia, a sostegno di Luigi Lobuono.
Assieme a Lopez, sono stati trasferiti in carcere Cristian Stragapede, Felice Giuliani, Vincenzo Costantino, Eugenio Damiano Giuliani e Raffaele Strafile. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, oltre che di detenzione e porto illegale di armi.
Perno dell’intera inchiesta, il patto stretto, in occasione delle amministrative di Modugno, tra il gruppo criminale dei Parisi ed alcuni esponenti della politica locale. Il lavoro degli inquirenti avrebbe permesso di dimostrare come un candidato al consiglio comunale di Modugno abbia “acquistato” voti da esponenti del clan, in cambio di denaro e della disponibilità a soddisfare le esigenze del gruppo mafioso. Lo stesso indagato avrebbe inoltre fatto da tramite, in occasione del ballottaggio, per procacciare voti per il sindaco Bonasia, in cambio della promessa (poi mantenuta), di garantire l’assunzione ad un affiliato, il quale si sarebbe personalmente impegnato a procurare le preferenze.
Nell’ambito di questo accordo, in cinque (tra cui il consigliere comunale di questione) si sarebbero incontrati a casa di un esponente di spicco del clan, per stringere un patto relativo alle elezioni europee del 2024. L’intesa sarebbe stata quella di reperire voti in cambio di denaro a beneficio di un candidato, risultato tuttavia ignaro dell’accordo ed estraneo ai fatti.
L’indagine fa riferimento anche a diversi episodi estorsivi che sarebbero stati perpetrati da un imprenditore del Foggiano, commerciante di prodotti per l’agricoltura, ai danni di altri titolari di aziende agricole, sfruttando le sue conoscenze con un affiliato al gruppo criminale. L’uomo avrebbe così recuperato o tentato di recuperare dalle vittime alcuni crediti derivanti dalla sua attività, minacciando gli agricoltori di “tagliare” il loro raccolto se non avessero onorato i debiti, e garantendo successivamente il 50% delle somme recuperate all’esponente del clan.
Non si tratta della prima inchiesta di questo genere nel Barese. Il filone, negli ultimi tempi, ha riguardato anche vicende legate a passate elezioni amministrative svolte nel capoluogo e nella provincia. Nel febbraio 2024, l’indagine ‘Codice Interno” portò a più di 120 arresti, accendendo i riflettori su un presunto voto di scambio politico-mafioso durante le Comunali di Bari del 2019. Un’altra indagine, condotta dalla DDA, riguarda invece un presunto scambio elettorale in occasione delle amministrative di Valenzano, sempre nel 2019.
