Home Cronaca Palazzina crollata, sottovalutato il rischio di un cedimento

Palazzina crollata, sottovalutato il rischio di un cedimento

La perizia del consulente nominato dalla Procura

Le misure di sicurezza adottate non sarebbero state sufficienti, in quanto sarebbe stato sottovalutato il rischio di un cedimento strutturale. È il quadro che emerge dalla relazione preliminare del professor Antonello Salvatori, consulente nominato dalla Procura di Bari per accertare le cause del crollo della palazzina al civico 6 di via Pinto, avvenuto il 5 marzo 2025 nel quartiere Carrassi.

In base a quanto stabilito dall’analisi tecnica effettuata da Salvatori (ingegnere esperto in crolli e nominato anche nelle indagini post terremoti di L’Aquila e Amatrice), i puntellamenti eseguiti dopo la dichiarazione di inagibilità dell’immobile (risalente a circa un anno prima del disastro) non sarebbero stati sufficienti a garantire la stabilità dell’edificio.

Inoltre, sarebbe stato sottovalutato il rischio di un cedimento, così come i pericoli per la sicurezza degli operai impegnati nelle operazioni di consolidamento della palazzina.

Nella perizia di 24 pagine, depositata e messa a disposizione di tutte le parti processuali, il consulente evidenzia anche una serie di comunicazioni intercorse tra i tecnici ed i progettisti nei giorni precedenti al crollo. Appena 24 ore prima, ad esempio, uno dei tecnici avrebbe segnalato su una chat di WhatsApp la rottura della staffa di un pilastro.

A fine febbraio, invece, sempre attraverso messaggi, un ingegnere avrebbe autorizzato la rimozione di un puntello. Due episodi che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere determinanti nello stabilire se vi siano state negligenze o sottovalutazioni nella gestione del cantiere e nella valutazione del rischio statico.

Sulla vicenda, la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta che vede attualmente indagate sei persone, con l’accusa di crollo colposo. Si tratta del legale rappresentante della ditta incaricata dei lavori, Vito Modesto Dell’Aera, della Dell’Aera Costruzioni srl, i progettisti e il direttore delle opere architettoniche e strutturali, Stefano Simone, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Giuseppe Davide Tasso, ed infine il collaudatore delle opere strutturali, Vincenzo Fanelli.

Gli indagati hanno chiesto di procedere con l’incidente probatorio per stabilire con certezza la dinamica dei fatti e le responsabilità sul crollo.

Al momento del cedimento, nella palazzina era presente una residente, la 74enne Rosalia De Giosa. La donna venne estratta viva dai Vigili del Fuoco dopo essere stata oltre 24 ore sotto le macerie.

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