L’inchiesta sul giro di prostituzione minorile condotta dalla Procura di Bari arriva davanti al Tribunale del Riesame.

Lunedì prossimo sarà discussa la richiesta di revoca dei domiciliari a cui è sottoposto l’imprenditore leccese di 47 anni accusato per avuto incontri sessuali a pagamento con una minorenne. Durante l’interrogatorio di garanzia l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere: per questo è plausibile ritenere che la difesa punterà a dimostrare l’insussistenza delle esigenze cautelari, alla luce del tempo trascorso rispetto ai fatti contestati che risalirebbero al gennaio 2022 e in base al fatto che il 47enne attualmente risiede a Roma, mentre le presunte vittime a Bari.

Ha depositato ricorso al Tribunale del Riesame anche l’avvocato 56enni, anch’egli leccese, accusato di aver partecipato ad un incontro con due minorenni in un noto albergo del centro di Bari assieme all’imprenditore: per lui il Giudice per le Indagini Preliminari Giuseppe Ronzino ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Chiede la revoca dell’arresto pure Elisabetta Manzari, in carcere con l’accusa più grave di sfruttamento della prostituzione. Secondo i suoi legali, la donna si sarebbe limitata a rispondere alle telefonate dei clienti o ad accompagnare le ragazze, venendo poi remunerata – stando a quanto riferito dalle stesse – con 25 o 35 euro.

Infine, ha nuovamente chiesto di essere sentito dal Pm il 25enne barese Nicola Basile, anch’egli accusato di sfruttamento nei confronti di due minorenni. Il ragazzo, amico di vecchia data di una delle due ragazze, ha ammesso di aver avuto rapporti con la giovane prima che lei diventasse maggiorenne, rapporti – però – consenzienti, respingendo fermamente l’accusa di essere coinvolto nell’attività di prostituzione.