“E’ la vittoria del civismo sui grandi partiti”. Con queste parole Tommaso Minervini ha celebrato la vittoria al ballottaggio, al termine dello spoglio che ha certificato il suo secondo mandato consecutivo da sindaco di Molfetta. Il primo cittadino uscente, dopo aver solo sfiorato la vittoria al primo turno, porta a casa il 52,86% delle preferenze (circa 11.800 voti). Sconfitto lo sfidante di centrosinistra e M5S, l’ex magistrato Lillino Drago, che ha chiuso con 47,14% delle preferenze, circa 10.500 voti, ovvero oltre 3mila voti in più rispetto a quelli ottenuti al primo turno di amministrative. La rimonta di Drago, ha dichiarato Tommaso Minervini, è stata possibile con l’unione di destra e sinistra. “Ma noi – ha aggiunto – abbiamo dato una grande lezione”.

Davanti al comitato di Minervini si è radunata una grande folla per festeggiare il risultato. “Molfetta ai molfettesi” è lo slogan più volte ripetuto in coro dai presenti. Una città che prosegue il suo cammino svincolata dai grandi partiti.

Tommaso Minervini ottiene 15 seggi in consiglio comunale, 10 liste su 11 a suo sostegno portano almeno un rappresentante. “Cuore Democratico” la lista più votata. Drago entra come consigliere e avrà dalla sua altri 4 referenti delle sue liste, tra cui uno del Partito Democratico. Fuori il Movimento 5 Stelle. Entra in assise il candidato del centrodestra, Pietro Mastropasqua, insieme ad altri due consiglieri comunali, mentre restano esclusi Fratelli d’Italia e Forza Italia. Infine entra in qualità di consigliere anche Giovanni Infante, ultimo classificato nella corsa a sindaco dopo lo spoglio del primo turno.

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