Terza dose di vaccino dopo 5 mesi dall’ultima somministrazione. C’è il via libera, da parte del Ministero della Salute, alla riduzione del periodo necessario per ricevere la dose “booster” del farmaco anti Covid.

Le nuove disposizioni sanitarie, diffuse ieri pomeriggio attraverso una circolare del Ministero, sono state immediatamente recepite dal Dipartimento della Salute della Regione. Avranno l’effetto di ampliare la platea di cittadini che potranno accedere alla terza dose.

Dati alla mano, fino al 31 dicembre 2021, sale infatti ad un milione e 700mila il numero dei pugliesi over 40 che ne avranno diritto, essendo passati 5 mesi dalla seconda somministrazione.

Pugliesi che stanno rispondendo bene alla campagna vaccinale: crescono le presenze negli hub così come le prenotazioni, quasi triplicate negli ultimi due giorni. Rispetto ad una media di circa 6mila al giorno, effettuate nella settimana dal 15 al 21 novembre, solo tra lunedì e martedì le prenotazioni giornaliere hanno superato quota 16mila.

A questi dati vanno aggiunte le sessioni di vaccinazione dedicate al personale scolastico, docente e non docente, che sono in corso in tutta la Puglia secondo il modello “scuola per scuola”, organizzato in sinergia tra i Dipartimenti di prevenzione delle Asl e Ufficio scolastico regionale e provinciali.

Da considerare anche le somministrazioni nei centri specialistici di cura, che stanno contattando e vaccinando pazienti, caregiver e familiari conviventi; e infine c’è il lavoro dei medici di medicina generale e quello delle farmacie che, come noto, potranno vaccinare su prenotazione.

Accanto alla terza dose, particolare attenzione nelle disposizioni regionali è riservata alla popolazione che deve ancora ricevere la prima somministrazione: negli ultimi due giorni sono state circa 1.600 le prime dosi inoculate, ed oltre 7.300 dal 15 novembre scorso.

Secondo le informazioni fornite dal Ministero della Salute, dall’inizio della campagna vaccinale, in Puglia sono state somministrate più di 6 milioni e 300mila dosi, uno dei dati più alti registrati tra le regioni italiane.