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Vaccini anticovid, la Puglia è terza in Italia per numero di dosi somministrate

Secondo le informazioni aggiornate pubblicate sul sito internet del Ministero della Salute

Terza in Italia per numero di dosi somministrate, in rapporto a quelle disponibili. È il primato conquistato dalla Puglia, che si ritrova sul podio delle regioni più virtuose in tema di vaccinazioni anti Coronavirus. Secondo le informazioni aggiornate pubblicate sul sito internet del Ministero della Salute, sono infatti quasi 380mila i pugliesi che hanno ricevuto il vaccino, pari all’88,6% di quelli consegnati, in totale 428mila.

Dati alla mano, solo due regioni, al momento, hanno fatto meglio: Valle d’Aosta (che sfiora il 92%), e la Campania, con poco meno del 90% di dosi somministrate. Quasi completata la campagna destinata agli operatori sanitari e sociosanitari: sono oltre 176mila quelli che hanno ricevuto almeno una dose, la categoria pugliese più vaccinata. Praticamente concluse anche le somministrazioni per gli anziani ospiti delle case di riposo, vaccinati nell’ordine delle 20.300 persone.

Campagna un po’ più a rilento per quanto riguarda le altre categorie: ad oggi sono stati vaccinati circa 77mila dei 207mila ultraottantenni presenti sul territorio regionale. A questi vanno aggiunti quasi 64mila dipendenti scolastici e 32mila amministrativi in servizio presso le strutture sanitarie. Molto più indietro, pari a circa 10mila, le somministrazioni per i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, partite però solo da qualche giorno.

Dunque la macchina vaccinale pugliese viaggia spedita, dal Gargano al Salento ma non mancano grattacapi e polemiche. Da capire soprattutto la questione delle forniture: fino a metà aprile le consegne saranno molto limitate e bisognerà gestire le scorte con attenzione. Sta facendo rumore, inoltre, la scelta di vaccinare gli impiegati amministrativi delle Asl e non i soggetti fragili, cioè quelli che soffrono di gravi patologie. La spiegazione – ha commentato l’assessore regionale Lopalco – sta nel fatto che il vaccino AstraZeneca, che è quello al momento più disponibile, può essere utilizzato con forti limitazioni e soprattutto non può essere somministrato a persone soggette a maggior rischio di malattia. Da qui la decisione di avviare la vaccinazione dei lavoratori dei servizi essenziali e di altre categorie prima dei pazienti fragili. Per questi ultimi la campagna andrà di pari passo con l’arrivo delle dosi di Pfizer e Moderna. Si dovrebbe cominciare tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, una volta terminate le somministrazioni agli over 80.

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