Hanno fatto il giro del mondo le impressionanti immagini di quanto accaduto ieri pomeriggio attorno alle 17 nella capitale del Libano, Beirut, devastata da due tremende esplosioni nei pressi del porto dove erano custodite 2750 tonnellate di nitrato di ammonio scaricate in quel luogo dal 2013. Si aggiornano di minuto in minuto i numeri della tragedia con oltre 100 morti e 4 mila feriti. Tra i feriti c’è anche un militare pugliese, il 40enne Roberto Caldarulo, caporal maggiore dell’Esercito residente a Bitonto. Le sue condizioni non sono gravi, vi sarebbe solo una ferita ad un braccio, ed è stato lui stesso ad allertare i familiari dopo la tremenda doppia esplosione.

«A Roberto ed alla sua famiglia vada l’abbraccio di tutta la comunità bitontina e pugliese», ha scritto su facebook il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio che ha voluto far sentire in modo ufficiale tutta la vicinanza al militare di stanza a Beirut. Il 40enne, che con la sua famiglia vive nella frazione di Palombaio,  ha una lunga esperienza all’estero in altri scenari “caldi” come il Kosovo e la Turchia. Caldarulo fa parte del contingente di oltre mille fra uomini e donne con cui l’Italia partecipa in maniera significativa allo schieramento internazionale Unifil in campo dal 1978 per contribuire al mantenimento della pace in Libano. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha voluto esprimere vicinanza a tutto il contingente ed ha spiegato come lo stabile dove si trovavano i dodici militari italiani, anche se non si trovava nelle immediate vicinanze, è stato danneggiato dalla potenza dell’onda d’urto. Immediatamente trasferiti tutti i militari da Beirut alla base di Shama.

Per comprendere l’effetto e la violenza delle esplosioni bisogna pensare che il boato è stato udito fino a Nicosia, sull’isola di Cipro, distante più di 240 chilometri. Un urto pari a quello di un terremoto di magnitudo 4,5. Una gigantesca nuvola rosso e arancione che ha avvolto le strade che circondano il porto, sventrando gli edifici. Sulle cause, comunque, c’è ancora da attendere per comprendere esattamente cosa sia accaduto. Precauzionalmente le autorità sanitarie libanesi hanno chiesto alla popolazione di lasciare la città in attesa di comprendere anche la possibile tossicità sviluppata dopo l’esplosione.