Riapertura col botto del Mercato dei fiori di Terlizzi che ha mostrato una grande dinamicità con vendite andate oltre le aspettative, a dimostrazione che la ripartenza del più grande polo commerciale di fiori era molto atteso sia dai floricoltori che dagli acquirenti. E’ quanto riferisce Coldiretti Puglia, stilando un bilancio del primo giorno di riapertura del mercato dei fiori di Terlizzi chiuso dall’11 marzo scorso per l’emergenza Covid 19.

“Oggi abbiamo assistito ad un moto di slancio di un settore che rischiava di essere completamente azzerato dalla crisi causata dall’emergenza Coronavirus e dal mercato parallelo a nero dei fiori. Sono arrivati commercianti da Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Marche, oltre che dalle altre province pugliesi, nonostante sia sta una riapertura a freno a mano tirato, considerato che al momento la vendita dei fiori si svolge solo all’esterno dell’area mercatale”, commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Il fiore più venduto è stata certamente la rosa rossa e i nostri floricoltori sono riusciti a vendere il 70% di fiori e piante fiorite che hanno proposto alla vendita, un segnale incoraggiante nonostante la percentuale delle vendite risulti più bassa rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Con la riapertura graduale dei cimiteri e l’approssimarsi della Festa della Mamma, era vitale riavviare il Mercato dei fiori di Terlizzi, che ha fatto seguito alla ripaertura dei Mercati di Taviano e Leverano già dalla scorsa settimana, perché con la chiusura dei canali ufficiali è nato un pericoloso mercato parallelo dei fiori, con aste al super ribasso, profittando della condizione di necessità dei produttori e dell’aumento delle richieste per il via libera alla commercializzazione”, insiste il presidente Muraglia.

Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari – aggiunge Coldiretti Puglia – con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione, registra il crollo degli ordini e il blocco totale dei mercati esteri ed internazionali con punte fino al 100%.

Il settore sviluppa in Puglia una Produzione Lorda Vedibile di oltre 300 milioni di euro – riferisce Coldiretti Puglia – con un risvolto occupazione di oltre 2 milioni di giornate di lavoro. Il risultato dell’emergenza con il blocco delle vendite è stato di quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai dove – conclude la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di piante fiorite in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale.

“Servono interventi urgenti per indennizzare le imprese florovivaistiche per l’ingente danno diretto e ridare liquidità alle aziende – incalza il presidente Muraglia – attraverso la dichiarazione di stato di calamità, con una declaratoria specifica per il comparto florovivaistico, l’aumento del fondo rotativo che dispone al momento di una dotazione di 10 milioni di euro, del tutto insufficiente a dare sostegno alle imprese florovivaistiche, il sostegno in de minimis alle imprese e lo snellimento delle procedure per lo smaltimento del prodotto invenduto”.

L’erogazione di finanziamenti da parte delle banche alle aziende in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus, con le opportunità previste dal cosiddetto Dl Liquidità (decreto legge 8 aprile 2020), attraverso cui lo Stato si fa garante, interessa sia le aziende agricole che presentano il bilancio sia quelle che presentano la semplice dichiarazione Iva prevede diversi canali per l’attivazione dei quali è possibile rivolgersi alla Rete Agricorporatefinance (www.agricorporatefinance.it) promossa da Coldiretti che aiuta ad evitare pericolose file alle filiali delle banche e a ridurre la burocrazia.