Sono stati identificati ed arrestati il mandante ed uno degli esecutori dell’omicidio di mafia di Vito Romito, avvenuto il 30 novembre del 2004.

Vito Romito, all’epoca 18enne, fu ucciso in via Taranto nel quartiere San Paolo di Bari. Il giovane, colpito da proiettili di una pistola calibro 7,65, alcuni dei quali lo raggiunsero alla gola, fu soccorso ma morì poco dopo in ospedale. Secondo gli investigatori che all’epoca indagarono sull’omicidio, il ragazzo fu ucciso nell’ambito della lotta tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati.

Secondo quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ad oltre 15 anni dai fatti, è emerso che l’omicidio di Vito Romito fosse stato deciso dal  Giorgio Martiradonna, elemento apicale del clan Capriati operativo nella città vecchia di Bari, come risposta all’omicidio avvenuto pochi giorni prima (il 27 novembre 2004) di Antonio Fanelli detto ’salzizz’, 34enne anch’egli appartenente alla predetta compagine criminale. Fanelli venne freddato da alcuni colpi di pistola – ad opera di un commando composto da soggetti appartenenti al clan Strisciuglio – mentre si trovava nel borgo antico; nel corso dell’azione rimase ferito anche Luigi Martiradonna (fratello di Giorgio).

A Giorgio Martiradonna, 49enne mandante dell’omicidio, e a Roberto Boccasile, esecutore materiale, è stato riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso.