Il futuro dell’olivicoltura pugliese dopo l’ok al Decreto Emergenze

A Bari confronto tra agricoltori ed istituzioni con i gilet arancioni

I venti favorevoli arrivati da Roma hanno dato una boccata d’ossigeno all’olivicoltura pugliese. Lo hanno fatto sotto forma del tanto atteso decreto emergenze agricole che, dopo il primo ok alla Camera, ha avuto pochi giorni fa il via libera anche al Senato. Il provvedimento, dopo essersi perso a lungo nel labirinto burocratico parlamentare è così diventato legge, sbloccando quelle misure di sostegno che il settore (martoriato da Xylella e dalle gelate dello scorso anno) stava aspettando da tempo.
Una notizia accolta con un sospiro di sollievo dagli agricoltori, che erano scesi in piazza in più occasioni per chiedere aiuto alle istituzioni. È il caso dei gilet arancioni, il movimento spontaneo di imprenditori ed operai agricoli che, questa mattina, si sono dati nuovamente appuntamento, a Bari, per fare il punto della situazione e discutere delle iniziative future.

Ma guai a cullarsi troppo. I problemi dell’olivicoltura pugliese non sono finiti così come non si è certo esaurita la lista di cose da fare. Un problema, quello della concorrenza straniera, affrontato anche nel corso di un convegno organizzato da Italia Olivicola e Oliveti Terra di Bari, per delineare i futuri scenari post emergenze dell’olivicoltura pugliese. E i segnali che arrivano dal mercato sono sempre più preoccupanti.