La Procura di Bari sta indagando sulla stabilizzazione di 284 lavoratori precari della Regione Puglia, che dal prossimo primo settembre saranno assunti a tempo indeterminato, senza avere affrontato un concorso. La notizia è riportata dall’edizione di Bari de La Repubblica. Secondo quanto riferisce il quotidiano, tra i precari ci sarebbero amici di assessori regionali in carica e parenti di componenti delle ex Giunte guidate da Nichi Vendola, figli di dirigenti di vari uffici regionali e amministratori locali vicini al centrosinistra.

L’inchiesta, secondo quanto riportato da Repubblica, è alle battute iniziali, con un fascicolo iscritto a modello 45, senza una notizia di reato ma con accertamenti delegati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno. L’inchiesta è un atto dovuto alla luce degli esposti presentati alla magistratura penale e alla Corte dei Conti, con contestuale diffida della Regione a sospendere le procedure per le assunzioni. Le presunte irregolarità, secondo quanto riferisce il quotidiano, sarebbero state commesse a partire da dieci anni fa, quando, sul finire della prima legislatura Vendola, i vari dipartimenti cominciarono ad assoldare personale a chiamata, senza sottoporlo a concorso, ma attingendo a short list o segnalazioni di dirigenti e assessori.

Queste persone hanno accumulato negli anni titoli ed esperienza che sarebbero stati utilizzati, secondo quanto ricostruito da Repubblica, come argine rispetto all’ingresso di esterni. All’attenzione della Procura, secondo il quotidiano, oltre all’elenco dei precari (222 categoria D e 62 C) c’è anche una lunga lista di documenti. Tra questi ci sono la delibera con cui la Giunta in carica, guidata da Michele Emiliano, il 14 settembre dell’anno scorso approvò la programmazione triennale del fabbisogno del personale, passando per la legge regionale 47 del 2014; e la determina del 3 luglio scorso con cui il dipartimento del Personale ha dato il via libera all’assunzione dei 284 precari impegnando un ulteriore milione e mezzo di euro.