Quasi 600 telecamere, tra droni, rete di videosorveglianza e smartphone in dotazione alle Forze dell’ordine, garantiranno il controllo “capillare” della città di Bari durante il G7 Finanze, in programma nel capoluogo pugliese dall’11 al 13 maggio. Le questioni relative alla sicurezza saranno coordinate dalla ‘sala situazioni’ della Questura di Bari, dove tutti i rappresentanti delle Forze dell’ordine siederanno attorno allo stesso tavolo per prendere decisioni in caso di eventuali situazioni critiche e di pericolo. Saranno impiegati circa 1500 uomini al giorno con particolare attenzione ai cosiddetti obiettivi sensibili, vie di accesso alla città, porto, aeroporto e stazioni ferroviarie, oltre alle zone dove saranno i ministri e le delegazioni, Castello Svevo e Hotel delle Nazioni.

Il centro della città, inibito al traffico veicolare, sarà inoltre protetto da barriere in cemento anti-tir. «Abbiamo attivato massimi sistemi di sicurezza, ma riteniamo ingiustificato l’allarmismo che si sta diffondendo in città. La nostra intelligence è al lavoro per prevenire qualsiasi evento di pericolo». È quanto dichiara il questore di Bari, Carmine Esposito, presentando le misure di sicurezza che saranno adottate in occasione del G7 Finanze che si terrà nel capoluogo pugliese dall’11 al 13 maggio. Durante le tre giornate del vertice sono infatti previste diverse manifestazioni di protesta, alcune già autorizzate, che si svolgeranno comunque lontano dalla zona di massima sicurezza. Fino ad oggi la Questura ha ricevuto richieste di quattro sit-in e due cortei, i cui percorsi sono ancora in via di definizione con gli organizzatori. «Garantiremo a tutti, anche ai dissidenti, il diritto di manifestare e protestare – ha detto Esposito – perché è un segno di rispetto verso la diversità delle opinioni, ma la contestazione non deve mai sfociare in forme di intolleranza o peggio di violenza, altrimenti saremo pronti a ripristinare il rispetto della legge ad ogni costo».

Da domani e fino alla fine del mese sono inoltre sospesi gli effetti del Trattato di Schengen, con il ripristino dei controlli alle frontiere anche ai cittadini dell’Unione Europea.