Tribunale Bari, avvocati penalisti: «Se la politica vuole c’è la soluzione»

Tribunale Bari, avvocati penalisti: «Se la politica vuole c’è la soluzione»

Sassanelli: «Il ministro ha detto il falso. Il suo decreto non è stato condiviso dall’avvocatura»

«La soluzione per il Tribunale penale di Bari c’è, se solo la politica lo volesse davvero, tutte le componenti, avvocati, magistrati personale, sono concordi nel chiedere con decretazione d’urgenza un palazzo che accolga tutti gli uffici e riprenda subito l’attività giudiziaria». Lo ha detto Gaetano Sassanelli, presidente dei penalisti baresi concludendo il suo intervento all’assemblea nazionale dell’Unione delle Camere penali italiane. In corso a Bari da questa mattina nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia, la manifestazione è stata convocata per protesta contro la sospensione dei processi penali nel distretto di Bari fino al 30 settembre, decretata dal ministro guardasigilli dopo che l’edificio che ospita provvisoriamente dal 2002, è stato sgomberato perchè pericolante e inagibile.

Le immagini della tendopoli allestita nei pressi per ospitare le udienze (poi sospese) hanno fatto il giro dei media nazionali. Il presidente dei penalisti baresi ha attaccato il ministro della Giustizia: «Ha detto il falso quando ha dichiarato che il suo decreto è stato condiviso dall’avvocatura. Lui le sue decisioni ce le ha soltanto comunicate, ma non ha condiviso una virgola con noi e dice cose non vere nelle sue dichiarazioni pubbliche». All’assemblea hanno partecipato anche avvocati provenienti da altre città italiane, ed è previsto anche un corteo verso la tendopoli di via Nazariantz, a fine mattinata, se le condizioni meteo lo consentiranno. Ma a Bari nessuno crede che entro il 30 settembre sarà trovata una soluzione, e Franco Cassano, presidente della Corte d’appello di Bari ha detto in assemblea che «la decretazione d’urgenza coglie solo alcuni degli aspetti che le componenti avevano chiesto», a partire da un unico edificio da requisire in grado di accogliere tutti gli uffici penali e le aule, «ma ci hanno risposto che c’è un ministro che ci mette la faccia e noi siamo obbligati a dargli credito. Attendiamo fiduciosi ma critici nelle aspettative perchè così l’esperienza ci insegna».