Il paziente, la persona e il medico…di famiglia

Interessante tavola rotonda organizzata dalla Fnp Cisl

«Il medico di famiglia, o medico di base, rappresenta il primo anello che unisce il cittadino al sistema sanitario pubblico. Il paziente deve sentirsi a proprio agio e non provare imbarazzo nell’esporre i suoi problemi. Inoltre, deve essere certo che il proprio medico agisca nel rispetto della privacy. Negli ultimi anni è notevolmente mutato il rapporto, ed è invece importante che si ricrei una certa empatia con il medico di base, che deve ben conoscere e capire la personalità del paziente che può essere più o meno apprensivo, in relazione allo stato di salute. Il coinvolgimento del medico di base è imprescindibile e fondamentale.” A dirlo senza mezzi termini Domenico Liantonio segretario generale della FNP Cisl Bari, in apertura alla tavola rotonda che ha avuto al centro della discussione proprio il rapporto di fiducia tra paziente e medico di famiglia.

L’iniziativa organizzata da FNP Cisl Bari, in collaborazione con Anteas Bari e Cisl Bari, ha avuto tra gli ospiti il Dott. Giovanni CAMPOBASSO Dir. Sanità Puglia, il Dott. Gaetano Bufano Vice Presidente dell’Ordine dei Medici, il Dott. Vito MONTANARO Direttore Generale ASL BARI, il Dott. Ottavio NARRACCI Direttore Generale ASL BAT, Sen. Luigi D’AMBROSIO LETTIERI Presidente Ordine dei Farmacisti, il Dott. Alessandro CATUCCI Medico di Base, Enzo LEZZI Segretario Cisl Regionale. Antonio CAVAZZONI Presidente Anteas Bari, Antonio TADDEO Segretario Generale FNP CISL PUGLIA, Giuseppe BOCCUZZI Segretario Generale CISL Bari.

Montanaro ha spiegato l’importanza di ricreare un filo conduttore fra quelle 6/7 professionalità che assistono il cittadino e, di rimettersi a nudo sulle criticità del sistema sanitario, per capire come migliorare, un sistema complesso come quello della sanità che si regge sulle azioni degli uomini.
Un’interessante opportunità per riflettere sul delicatissimo rapporto tra il paziente ed il medico di base, un’utile risorsa messa a disposizione ai cittadini dal Servizio Sanitario Nazionale. Una prima interfaccia ‘familiare’ e con cui si è a proprio agio, con la quale confrontarsi già da subito nel momento in cui si prende atto di non star bene e che può dare al paziente indicazioni fondamentali sulle prime cure utili da attuare o indirizzarlo con cognizione di causa verso la struttura o il tipo di specialista opportuno.

Un prezioso punto di riferimento anche per la sanità locale che, grazie a lui, filtra l’afflusso verso le strutture specialistiche seguendo criteri come quelli di necessità, urgenza e pertinenza. «I pronto soccorso – ha detto Liantonio – spesso sono affollatissimi a causa delle lacune che creano i medici di base, che invece rappresentano il primo presidio del paziente. Oggi negli studi dei medici c’è troppa burocrazia e poca accoglienza».

Gaetano Bufano dell’Ordine dei medici ha puntato il dito sulla disorganizzazione della Regione Puglia:

«Noi siamo accanto al cittadino, abbiamo anche manifestato nelle scorse settimane, siamo per un servizio pubblico, ma la politica si deve assumere le sue responsabilità dando risposte chiare e coerenti, coinvolgendo i medici che seguono sempre il paziente. Il problema è la mala gestione della regione puglia del sistema».