Terminato il restauro della sale del Castello Svevo

Oggi l’inaugurazione con il ministro Franceschini. Interventi per 8 milioni di euro

Più spazi per l’arte, con mostre di autori contemporanei e reperti archeologici; più eventi legati alla musica con concerti, dibattiti e approfondimenti; ma anche un luogo privilegiato dove organizzare congressi internazionali, tra storia e modernità: dopo circa cinque anni di restauri un altro pezzo, dopo le sale al piano terra, del Castello Svevo di Bari, fortezza federiciana tra il mare e il centro storico della città, sarà utilizzabile e aperto al pubblico.

I lavori sull’architettura e l’allestimento museografico hanno riguardato le sale al primo piano del Castello, che fino a qualche mese fa ospitavano gli uffici della Soprintendenza archeologica, di belle arti e del paesaggio, che sono stati trasferiti nel complesso monumentale di Santa Chiara, anch’esso appena restaurato. Entrambi i luoghi vengono inaugurati il 3 ottobre dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini. Gli interventi sono stati realizzati con il Programma operativo interregionale, per 8 mln di euro. La riapertura al pubblico dei nuovi spazi avverrà a breve e il Castello Svevo già si candida a competere con il sito Unesco di Castel del Monte (Andria), al quale, malgrado gli spazi ridotti sinora fruibili, è già secondo per affluenza di visitatori in Puglia.

“Avremo un’offerta culturale più ampia – assicura la direttrice del Castello Svevo, Rosa Mezzina – e con l’apertura al pubblico di un altro piano contiamo di raddoppiare anche l’affluenza”.

Fitto il programma di iniziative. Uno dei due saloni monumentali è candidato a ospitare la mostra delle opere, in gran parte mai esposte, del collezionista barese Angelo Baldassarre: i lavori degli anni ’60-’70 di artisti americani, tra cui Joe Baldessari, Robert Barry, Mel Bochner, Bruce Boice, Donald Judd, Joseph Kosuth, Sol Lewitt, Robert Mangold, Bruce Neumann, Richard Tuttle e Andy Warhol. Sono invece già presenti, in altre sale più piccole, gli allestimenti permanenti con i reperti ceramici riemersi dagli scavi archeologici nello stesso Castello; i reperti lapidei tra cui capitelli e sculture, e i preziosi restauri della Soprintendenza: monete, gioielli e stoffe.

Non è ancora possibile visitare i quattro torrioni, ma solo accedere ad alcuni piccoli spazi di questi passando dalle nuove sale. Al piano terra del Castello, già sede museale, resteranno la sala multimediale, la gipsoteca con i calchi dei fregi delle cattedrali romaniche pugliesi; la sala Sveva che ora ospita la mostra sul tenore leccese Tito Schipa, il suggestivo cortile centrale e gli scavi archeologici sottostanti.